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Giovedì 25 Aprile 2024

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USCITA ALLA MADONNA DEL RUNAL - 09.09.2016

09 Settembre 2016runal

Cenni storici

La storia de la ceséta de la Madona de la Runal - La chiesetta della Madonna del Runal

Esiste ormai dissestata una strada, in origine interamente lastricata, il che fa supporre di origine romana, che collegava Buscole di Farra d'Alpago con le località "Riva de Marco" "Pian de 'l bèco" e "Resìna vècia" per giungere al luogo dove attualmente sorge il Santuario della Madonna del Runal. La strada che, ad un centinaio di metri prima del Santuario, si divideva in due, l'una raggiungendo Tomàs e Spert e l'altra proseguendo dopo il Santuario per la "Montagnéta", "Palughét" e "Canpón", era generalmente percorsa dai boscaioli che si recavano nella foresta per il taglio del legname e per far il carbone. Lungo quella strada, secondo la nostra storia, esisteva un capitello votivo (tariól) che ospitava un bel quadretto raffigurante la Madonna, venerata con l'appellativo di "Madóna de 'l bósc". A questo punto varie sono le versioni della storia. La prima dice che, essendo il capitello ormai in rovina ed esistendone un altro poco più a sud in miglior stato di conservazione, i boscaioli decisero di trasferire il venerato quadretto in questo secondo. Così fu fatto, ma la mattina successiva al trasloco il quadretto non fu più ritrovato nel capitello. Furono subito iniziate le ricerche ed il quadro fu ritrovato appeso ad un ramo di un vecchio faggio che cresceva accanto al capitello originario. Fu riportato via da lì ma, chissà come e chissà perché, il quadretto scomparve nuovamente e fu ritrovato allo stesso posto della volta precedente. L'evento, secondo la storia, continuò a ripetersi per diverse volte, finché i boscaioli per togliere, come si dice, il male alla radice, decisero di tagliare il vecchio faggio. Ma qui avvenne il fatto miracoloso. Tutte le scuri adoperate per abbattere il vecchio tronco, al primo contatto con il legno inspiegabilmente si rompevano. Questo fatto straordinario fu interpretato come il desiderio della Vergine a voler restare in quel posto e lì i boscaioli e gli abitanti di Farra e di Spert eressero l'attuale Santuario della "Madôna del bósc", protettrice in particolare dei boscaioli che, poco tempo dopo, assunse il nome di Santuario della Madonna del Runal, dal nome della località dove fu eretto e dell'omonimo ruscello che scorre nei pressi.

Un'altra versione della storia, invece, vuole che il capitello ormai in rovina, forse per questioni di campanilismo, venisse distrutto ed il quadretto fosse appeso, in attesa della costruzione di un nuovo capitello, ai rami del faggio che ci cresceva accanto. Il quadro fu trasportato nella parrocchiale di Farra e da li, nottetempo, prese il volo .... per il solito faggio. Anche qua il fatto continuò a ripetersi diverse volte. Stupiti per le ripetute sparizioni, gli abitanti di Farra una sera, dopo la funzione vespertina, chiusero la chiesa, ne sprangarono i portali ed organizzarono dei turni di vigilanza per l'intera notte, senza alcun risultato. Il quadretto fu ritrovato la mattina dopo appeso al solito faggio. Allora questa volta fu deciso di tagliare l'albero ed ecco un altro fatto miracoloso. Da ogni dove, dal momento che la voce si era sparsa fra le contrade d'Alpago, erano giunte diverse persone per controllare di persona l'abbattimento dell'albero ma, al primo colpo discure, l'attrezzo si conficcò talmente nel legno che a colui che aveva assestato il fendente non fu più possibile toglierlo. Intervennero in suo aiuto alcuni presenti. Primo uno, poi due e tre, infine quattro uomini unirono i loro sforzi per liberare l'ascia dal tronco ed essa finalmente uscì. Uscì, ma avvenne un altro fatto fantastico, tra lo stupore dei presenti, dal taglio lasciato nel tronco uscì un fiotto di sangue. Cosa pensare? Un miracolo? O piuttosto un segno? Non c'era dubbio. Per i nostri vecchi quello era un "segno": esprimeva il desiderio della Vergine a voler rimanere là. E là appunto sanate dispute e controversie, fu eretto il nuovo Santuario, mèta di devoti pellegrinaggi. Là, ancor oggi, in quella chiesetta immersa nel verde, l'8 settembre si venera il famoso quadretto. Là, si racconta, la Vergine operò diversi miracoli e fino ad alcuni anno fa ad una parete della chiesetta c'era un fascio di stampelle di legno, lasciate a ricordo dai miracolati. Inoltre, sempre a titolo di devozione alla Madonna del Runal, quando una mamma di Farra era in attesa di un figlio, diceva che andava a prenderlo non sotto il cavolo o dalla cicogna, ma a quel famoso faggio di questa nostra storia. Queste sono due delle versioni di cui sono venuto a conoscenza. ln entrambe gli elementi di base sono il quadretto ed il faggio.Il faggio che ora non c'è più, perché i fedeli che si recavano al Santuario ne staccavano di volta in volta qualche rametto o un pezzo di corteccia, per portare nelle loro case la benedizione della Madonna.

Madonna del bosco

Cammino lungo un sentiero

di sassi, tutto in salita.

Mi guardo attorno:

un raggio di sole

buca le foglie

e porta per terra

coriandoli di cielo,

in un gioco di ombre

che fuggono senza spessore.

Tutto odora di selvatico,

profuma di buono:

di pini e di larici,

di funghi e di resina,

di lamponi e di more.

Canta un fringuello

tra i rami di un faggio;

un bello scoiattolo

fugge si nasconde.

Arrivati in cima

si rimane incantati:

davanti a questa chiesa

vien voglia di pregare.

Incrocio le dita,

faccio il segno di croce in ginocchio

e poi sussurro:

''Madonna del Runàl

di giorno e di notte

proteggi (sorveglia) questa valle

e ama gli Alpagoti !''

Tratto da:

Le bèle storie de na òlta

di Osvaldo Noro

IL BUON VENTO DAL SUD - 06 settembre 2016

06 Settembre 2016

Oggi martedì 6 settembre abbiamo accolto con entusiasmo l’invito da parte del presidente del circolo velico, Pietro Fontanella, a vivere, per quanto possibile la realtà della “vela” nel lago di S. Croce.

Vorrei in breve sottolineare la “storia” :

la sezione di Belluno della Lega Navale Italiana ha una lunga tradizione, ma che si è districata nei meandri della storia in sordina e con la discrezione di uno sport marinaresco che inizia la conquista della montagna.

Fondata nel 1957, la sezione ha festeggiato l’inaugurazione della base nautica di Poiatte nell’agosto del 1972, mantenendo la sede legale al civico 13 di via Cipro della città del capoluogo.

Fondata grazia all’impegno di appassionati es ex marinai, che già da pionieri solcavano le acque dell’Alpago, la scelta non cadde a caso sul lago di Santa Croce, che è stato da subito un luogo ideale per le sue caratteristiche naturali, con il vento pomeridiano che si alza con costanza ed intensità regolare. Proprio questi caratteri,con il passare degli anni, hanno sancito il riconoscimento dello specchio d’acqua alpagoto quale una palestra di vela invidiata e ammirata a livello nazionale e, già all’inizio della sua attività, venivano riconosciute le potenzialità della basa nautica quale elemento importante per fare del lago un grosso centro di attrazione turistica….

In futuro???

I progetti per la prosecuzione della vita e la crescita della sezione di Belluno della Lega Navale Italiana tanto a livello strutturale quanto a livello agonistico sono molti ed ambizionsi, come è giusto sia per una realtà di successo e dalle grosse potenzialità.

Di urgente e prossima realizzazione si pone la messa in opera della nuova sede di quello che diventerà un Centro Velico di riferimento non solo locale che servirà a far aumentare il movimento sul lago di Santa Croce intorno al mondo della vela, ma anche l’indotto per il territorio. La nuova sede sarà anche il punto di partenza per portare nel bellunese competizioni agonistiche di un certo spessore.

La Lega Navale Italiana si è prefissata di sviluppare e potenziare anche il settore del canottaggio, per garantire un servizio più completo al maggior numero possibile di appassionati degli sport acquatici.

Ringraziamo di cuore il Presidente per averci accolto e averci spiegato tutto quello che di nuovo per noi poteva essere.

Grazie!

Palmina

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ANTICHI MESTIERI - 04 settembre 2016

31 Agosto 2016

Antichi mestieri…

Interessante è stata la partecipazione dei nostri anziani a Farra d’Alpago in vista dell’evento Percorso di Antichi Mestieri.

La manifestazione, ha proposto nell’arco della giornata le arti e i mestieri di un tempo, un salto nel passato per rivivere l’atmosfera, i colori e i sapori delle antiche tradizioni. Le diverse bancarelle della rassegna Percorso di Antichi Mestieri hanno riproposto in presenza di abili ed esperti “maestri”, le tecniche di realizzazione di manufatti e numerosi lavori legati al passato. Molto interessante è stato vedere la dimostrazione della “lisciva” e la preparazione di specialità locali come la “minestra de fasoi”, la polenta sul “trepiè” e varie tipologie di formaggio sapientemente prodotte dalle abili mani del mastro casaro.

Anche ai più piccoli è stata data la possibilità di divertirsi con diversi giochi .

E’ stato senz’altro per noi una bellissima occasione di apertura al nostro territorio.

Palmina

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MUSICA CON JESSICA - 25.08.2016

25 Agosto 2016JESSICA_DA_RE_(3)

Giovedì 25 agosto abbiamo avuto il piacere di trascorrere un pomeriggio in musica con la cantante Jessica Da Re.

Durante l’incontro la maestra accompagnata dal ritmo della chitarra di Fabio Reolon, si è esibita in canti popolari, alcuni legati alla guerra, alcune canzoni di De Andrè e altre melodie della tradizione locale rivisitate.

I vari canti, interpretati con cuore da jessica, hanno suscitato nelle persone presenti grandi emozioni: sentimenti di gioia, di allegria ma anche un po’ di malinconia, poiché erano brani conoscuiti e cantati in gioventù.

Gli anziani presenti hanno apprezzato l’intrattenimento musicale perché svolto con professionalità e amore.

Un garnde grazie a Jessica e a Fabio che sono riusciti a riservare del tempo per gli ospiti della casa.

Daria - Animatrice

GEMELLAGGIO TRA STRUTTURE: Ponte nelle Alpi e S. Croce - 25.08.2016

25 Agosto 2016cascina_ponte

Gemellaggio tra strutture: Ponte nelle Alpi e S. Croce si incontrano nell'accogliente

portico del ristorante “La Cascina”

Giovedì 25 agosto gli ospiti del Centro Servizi alla Persona della Fondazione Casa del

Sole di Ponte nelle Alpi e della casa di soggiorno “Don G. Ceccon” si sono incontrati al

ristorante “La Cascina” in Alpago creando un bel momento di socializzazione tra le due

strutture.

L'anziano che entra in struttura rischia l'isolamento dal territorio per questo la progettualità

del servizio educativo-animativo deve connotarsi di una dimensione interna ed esterna (il

territorio) capacità di promuovere interscambi con la comunità per non rimanere una realtà

isolata e astratta del vivo contesto locale. Gli anziani attraverso le uscite nel territorio

possono condividere un momento di socializzazione in cui il divertimento e la serenità

fanno da padroni, questo è una delle opportunità di dare senso alla loro vita qualunque sia

la loro situazione psicofisica.

Si coglie l'occasione per ringraziare i proprietari del ristorante “ La Cascina” che sono

sempre molto disponibili nell'accogliere eventi di questo genere e i volontari che aiutano a

rendere possibili queste esperienze.

Palmina e Flavia (educatrici)

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